martedì 21 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
Disordini alimentari e cieli stellati
In questi giorni ho mangiato come un orso che si sta preparando all'inverno. Orso, quello vero, che a stento mi ha riconosciuta in questa famelica ansietà di papparmi il mondo, ha tremato al pensiero che in una coppia due Orsi fisicamente non ci stiano. Ho iniziato a pensare che il lavoro sia la fonte della mia denutrizione. Ordine ristabilito, dopo tutti i miei sforzi goderecci la gastroenterite ha soffiato via il rialzo pacioccoso delle gote che mi conferiva un aspetto sano. Ritornata a lavoro in preda ai panini ipocalorici ora rimane l'abbronzatura sbiadita e il ricordo delle nostre notti giordane:
vedere le stelle e poi, attorno, il cielo.
vedere le stelle e poi, attorno, il cielo.
lunedì 6 settembre 2010
Ritorno al futuro
-Ti vedo rilassata, bella. Sono le prime parole di mamma Pingui che si affaccia alla transenna del Terminal 1 zona arrivi. Io con una valigia Pellicano (che Orso ha sfottuto tutto il tempo perchè gli sembra una brutta copia di Tucano) nuova e rotta, rotta dopo i primi 5 minuti del nostro lungo viaggio, mi barcameno come un caimano nauseabondo. Vacanza finita, ricordo di terre lontane e deserti. Lascio il mio compagno di viaggio sul bordo della strada di fronte alla sua ex-casa e alla sua famiglia. Lo guardo dopo giorni che è stato il mio mondo in un mondo nuovo. Controllo da lontano che arrivi a destinazione come farebbe una mamma con il bambino all'entrata della scuola. E nella mia ex-casa e nella mia famiglia mi spoglio. Apro la doccia per sentire scorrere l'acqua calda che possa lavare 10 ore di viaggio e 10 giorni di vita. Penso che chi invecchia si vede dal bagnoschiuma e mi spavento per il Docciasciampo marca Coal, mai sentita appunto. Scopro con soddisfazione che la mia nausea non è sentimentale, ma fisica. 38,8 °C. Cosi inizia la convalescenza da una vacanza troppo bella.
domenica 5 settembre 2010
Come uscire da un sogno
In fase di assestamento nauseabondo. Oggi è il giorno più malinconico dell'anno, il ritorno dalle vacanze di viaggio, quello vero, sulla strada del medioriente, festa, scoperta, e vita. Il presentimento che da domani tutto ricominci come prima in mezzo ad un settembre uggioso e più freddo del previsto, che mi lascia stordita nel ricordo dei miei 45 gradi all'ombra e del PM10 nelle narici. L'odore del tassista sgusciato frettolosamente dal ramadan per accompagnarci in aeroporto, i piedi nudi delle donne giordane ad aspettarmi nei lavandini, il velo e la canottiera sconcia ritrovata. Nausea per il maledetto ultimo cubetto di ghiaccio non minerale sulla spiaggia di Aqaba, per il cibo da aereo o per questa sensazione di ritorno al mondo? Domani suonerà la sveglia. Lui assonnato si gratterà una gamba a cavalcioni del letto e in bilico con il pavimento resterà per un attimo ad occhi chiusi con la mia stessa sensazione nauseabonda da ritorno, io alzerò un dito e poi un braccio, mi trascinerò nell'armadio con la consapevolezza che di noi rimarrà il ricordo e la pelle bruciata sotto la divisa bianca.
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