E tu mi chiami di corsa, con l'affanno di chi vive 24 ore al giorno. Sei come un animale da branco, di quelli che non riescono a stare immobili, soli. E io mi sento un attimo di passaggio, il tuo ponte, il passatempo che ti accompagna verso la prossima meta. Stupida e ferma, mentre tu mi giri intorno. Vorrei solo non parlarti, avere il tempo di rimanere in silenzio con te affianco. Sentirti vicino a chilometri di distanza. Pace. Non ascoltare il rumore delle strada, ma la tua voce calma nel nulla. Perche' sai quanto mi piace la tua voce, quella vera. E sai perche' stasera sono triste. Ma quando mi spieghi che se mi chiami dal traffico della mattina e' per darmi il buongiorno, se ti sento in mezzo alla confusione del pranzo e' per sapere se mangio o dalla metro la sera e' solo il tuo modo per capire come mi sento... allora finalmente comprendo. Non e' perche' ti annoi, ma perche' e' cosi che ti rendi partecipe di un attimo della mia vita distante. E se dici che chiami quando mi vorresti li vicino, allora anche su una bicicletta riesci a lasciarmi senza parole.
E anche oggi abbiamo avuto il nostro attimo di silenzio.