mercoledì 28 luglio 2010

L'anatroccola e il papero tripalluto

Tanto tanto tempo fa, ma non poi così tanto, in una cittadina molto lontana, o forse vicina non ricordo, viveva la mia piccola anatroccola che di brutto non aveva niente. Lei pero’ non era felice. Le giornate passavano, i mesi e gli anni, ma sebbene ella ricercasse senza sosta un anatroccolo compagno fedele la poveretta non riuscì a trovare in nessun stagno l'amabile uccello. Affrontava lunghe migrazioni dalle montagne al lago e dal lago alle montagne, invano. Un giorno decise che era giunta l’ora di dare una svolta alla sua vita da anatra single e cosi si abbandono’ alle richieste di un papero starnazzante. Lei disse:

“Pinguino, non tutti sono pennuti fortunati. Io non ho trovato il grande amore. Di romantico questo non ha niente. Ma tra un po' mi vien la muffa e non posso mica metterla sotto sale… perche’ da queste parti da troppo tempo ormai non cresce piu’ l’erba!”

E cosi una calda notte di primavera la dolce anatroccolina decise a tutti i costi di consumare avidamente con il suo paperotto, il quale sulla carta si proponeva piu’ come un toro che per il volatile che era. Lei pensava di aver capito tutto, dopo mesi di avances spinte, e così gli volo addosso. Si abbandono’ tra le ali protettive del papero che pero’ non concluse niente. L’anatroccola confusa chiese al pinguino cosa fosse successo. E il pinguino rispose:

“Non e’ che avra’ avuto qualcosa da nascondere?”

Così da quel giorno l’ossimoro dell’amico pennuto che non le volle far vedere l’uccello venne tradotto con il nuovo soprannome di papero tripalluto.

Spero con tutto il cuore anatroccola che tu un giorno ti possa svegliare con affianco un bellissimo cigno bianco a darti il buongiorno.

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